Anche quest’anno siamo arrivati alla pausa estiva in un clima davvero strano.
È forse la prima volta che l’entusiasmo per il meritato riposo stride con ciò che sta accadendo nel mondo e ci obbliga ad una riflessione sulla società contemporanea.
Spesso, guardando alla mia età e facendo qualche esame di coscienza, mi chiedo se anch’io non sia diventato uno di quei vecchi logorroici che ripetono con nostalgia che “ai loro tempi si stava meglio”. Ma poi, con amarezza e lucidità, realizzo che non è solo una questione generazionale: viviamo davvero in un mondo sempre più distopico, simile a quelli descritti nei romanzi e nei film che un tempo ci sembravano pura fantasia.
Quando la verità viene capovolta: il potere della disinformazione
Per anni abbiamo condannato la guerra, abbiamo insegnato cosa non dovesse più accadere. Eppure oggi assistiamo all’inversione dei ruoli: chi era vittima, esempio morale per il mondo, è diventato carnefice. E mentre tutto questo accade, nel silenzio quasi totale, si consuma un genocidio. Le città vengono rase al suolo, per poi far spazio a futuri villaggi vacanze.
Nel frattempo, la verità ha perso valore. Le notizie sembrano ribaltare la realtà: spesso, ciò che ascoltiamo è l’opposto di ciò che accade davvero. Si gioca, permettetemi, e senza offendere nessuno, con l’ignoranza della gente.
Non ci si chiede più il perché delle cose. Ad esempio, nessuno si interroga sul senso di costruire piste ciclabili in città già congestionate, togliendo spazio alla mobilità. Le risposte? Superficiali e preconfezionate: “perché c’è il green”.
E potrei continuare con l’Europa, le politiche economiche, e tutto ciò che si intreccia con visioni del mondo troppo lontane da quelle di noi imprenditori. Ma a questo punto, il vero problema è più profondo: abbiamo smesso di ragionare.
Abbiamo perso la bussola: dove sta l’umano nella società contemporanea?
L’essere umano ha perso, scusate il gioco di parole, umanità, serietà e consapevolezza, lasciando spazio a frivolezza e falsi valori, a un’estrema tecnologia che ci sta trasformando in esseri lobotomizzati, incapaci di analizzare il periodo che stiamo vivendo.
Ma sarà la mentalità della mia generazione, sarà che, per come sono fatto, non mi arrendo mai… voglio credere e sperare che, una volta toccato il fondo, ci sia spazio per tornare a ciò che eravamo una volta: esseri umani.
Buone ferie a tutti e… ricordate che meditare non è oziare!


